SANTA CLAUS, COMPLEANNI COME CAPODANNI, MAL D’ASIA E MONACI ERRANTI. SIAMO TORNATI!

Sawasdee Kha,

Oggi è il 15 gennaio 2018, mi trovo nella biblioteca giapponese situata al decimo piano della Serm Mit Tower ad Asoke. Ci sono solo due persone qui dentro, sono le 9:10 del mattino ma fuori dalle vetrate, laggiù nelle strade piene di vita l’ umanità thai e non thai si muove freneticamente al sole. In cuffia suona Everybody’ s got to learn sometimes di The Korgis, 1980. Credo che dopo ascolterò anche la versione più recente di Beck, quella del film meraviglioso Eternal Sunshine of a spotless mind… Questa canzone mi fa chiudere gli occhi e mi dà la sensazione che l’ eco risuoni forte come una folata di vento che parte da ovest e corre verso est. Come un effetto domino, sorprendente. Non c’è niente da fare, l’ amore per la musica mi fa sempre capitolare ai piedi di una immaginazione visionaria e poderosa. Il silenzio di questo ultimo mese è dovuto al fatto che il 18 dicembre siamo tornati in Italia per le vacanze natalizie. Abbiamo passato poco meno di due settimane con le nostre famiglie, prima a Spilamberto e poi a Rimini. Sono stati giorni bellissimi, da un lato mi sembrava di non essere mai andata via mentre dall’ altro sentivo la mancanza delle atmosfere thai e dei nostri rituali di vita. Abbiamo rivisto le persone che contano di più per noi, passando la maggior parte del tempo con la famiglia e con gli amici che volevamo vedere senza meno, chiudendo le vacanze con una festa meravigliosa per il compleanno di Bibi, il 30 dicembre. Questa festa è stata un capodanno in anticipo ed inaspettato. Sono venuti i nonni e gli amici più stretti che abbiamo, senza pretese né aspettative quello che è uscito da quel sabato fantastico è stato un successo. Non per la festa in sé, ma per la consapevolezza che ognuno di noi aveva di essere legati fortemente, di essere amici veri, di sentire che ci manchiamo reciprocamente ma quando ci vediamo è come sempre. Magnifico. Il tempo è come se non passasse in mezzo alle occasioni di vedersi, quando li ho riabbracciati, uno ad uno, è stato come averli visti un minuto prima. Sincero, profondo. Mai di circostanza. L’ occasione del compleanno di Bibi è stata una pretesto per organizzare questa festa dell’ amicizia, senza ambizioni pompose, senza artificio ma con un bagaglio pieno di doni thai per i nostri amici ed i loro bimbi. E abbiamo ballato, riso, fatto foto sceme e confezionato corone con tutti gli stickers che avevo comprato mesi prima qui, a Chinatown o in giro per Bangkok. Questa festa si è chiusa alle 22, saremmo andati avanti ancora a ballare e a saltare ma eravamo in una ludoteca gestita da un parroco pertanto abbiamo ritenuto opportuno chiudere baracca prima di un eventuale rimprovero solenne:) Allego qualche foto e spero che chi si vedrà riflesso in quelle istantanee di felicità ed allegria porti nel cuore il nostro affetto e la nostra amicizia. Grazie!!!! Purtroppo nelle foto non ci sono tutte le persone che hanno partecipato alla festa perché quando abbiamo iniziato a scattare qualcuno era già andato via.
Dunque, il 1 gennaio abbiamo preso l’ aereo per tornare a casa, il volo è stato tranquillo con gli Aristogatti in loop per diverse ore (Bibi!), uno stop un pò animato di notte a Dubai ed un’ ultima tratta assonnata verso Bangkok. Quello che è successo una volta arrivati a casa è stato un duello impari con il jet-lag. L’ Italia stava vincendo spudoratamente, Bibi si è svegliata per 6 notti alle 2 del mattino camminando verso la nostra camera dicendo “Adesso Mamma mangiamo e poi giochiamo”. Con quella sensazione che ho definito “ascia in testa”, come uno zombie per 6 notti ci siamo trovati seduti al tavolo grande della sala a bere camomilla, a cantare, a videochiamare i nostri amici italiani (per loro erano le 8 di sera) e persino a fare giocoleria. E per fortuna che eravamo ancora tutti in vacanza, Luca avrebbe ripreso a lavorare l’ 8 gennaio, così come Bibi avrebbe ripreso l’ asilo quel lunedì. Happiness di The Pointer Sisters. Volendo dirla tutta, avevamo un piano per questa settimana di stop prima di rientrare all’ operatività dei ritmi quotidiani, ossia andare a Koh Chang, un’ isola al confine con la Cambogia (Link) ancora poco esplorata, ma la giungla sarebbe stata invisibile, persino sorda per noi devastati dal sonno. Dobbiamo riprenotare presto, da quello che ho studiato su questo posto sembra che meriti di essere visitato. Quello che abbiamo fatto una volta a casa, oltre al sopracitato show notturno con relative repliche per 6 date, è stato riprendere la routine a Bangkok, comprare la frutta per strada a 20 Baht, fare la spesa, passeggiate a spirale all’ Helix dentro l’ Emquartier, guardare film, leggere da sola (ora Il Lago, Banana Yoshimoto) e leggere con Bibi, scrivere come sempre quaderni d’ amore e di vita. L’ 8 gennaio è arrivato, fortunatamente le 2 notti che l’ hanno preceduto sono state normali e ci siamo svegliati più riposati per ripartire con il Tuc Tuc direzione scuola e a piedi direzione ufficio per Luca. Da quel momento magicamente tutto ha ripreso a funzionare senza ulteriori sforzi. Bibi era felice di rivedere i suoi amici dell’ asilo, di ripartire con le attività quotidiane ed io, allo stesso tempo, mi sono sentita ancora una volta fortunata per essere qui. Ho ritrovato le mie amiche giapponesi, ho invitato Asami a pranzo fuori e, ancora una volta, senza timidezza, confini culturali e circostanza ci siamo ritrovate a conoscerci ancora meglio, mangiando un BLT da Brainwake (cosa sarà mai un BLT?). Le ho fatto anche vedere le foto del viaggio in Giappone che io e Luca abbiamo fatto nel 2013: era così felice che mi ha abbracciata forte quando mi ha vista cantare al Karaoke o dare il pane ai cerbiatti a Nara. Vedere che attraversavo i viali alberati dei templi di Kyoto con lo sguardo meravigliato o scoprirmi srotolare il futon in uno dei ryokan dove abbiamo dormito l’ ha riempita di orgoglio. E io percepivo, ancora una volta, quella sensazione di aver ricevuto un riscontro concreto al mio desiderio di vivere in Asia e di avere connessioni speciali con il Giappone di cui ho scritto in qualche articolo fa. Norwegian Wood, the Beatles. Proprio come il mio romanzo preferito di Murakami. La settimana è stata quindi tranquilla e con il finire delle festività è tornata anche la nostra cara Toy, che però lavorerà da noi fino al 31 Gennaio. Sua madre è molto malata, quindi si trasferirà a Surin per curarla e starle vicino. Mi dispiace molto che non vedremo più Toy ma allo stesso tempo sono felice che sia stata proprio lei con la sua allegria e semplicità ad introdurci alla vita domestica e non di Bangkok. Grazie Toy! The Blower’ s Daughter, Damien Rice. La biblioteca si è riempita di studenti, sono giapponesi e sono adolescenti. Sono molto carini, si sono seduti a gruppi di due e sorridono leggendo dei libri. Voltandomi per osservarli incontro il loro sguardo curioso, sorrido e rispondono delicatamente inclinando leggermente il capo. Noto con soddisfazione che non tutti hanno la stessa disciplina e questo mi strappa una risata. Non posso parlargli, qui impera il silenzio assoluto. Mi sento persino in colpa di pestare la tastiera del PC per comporre un ricordo dopo l’ altro (si, lo faccio quando sono impaziente di raccontare!) . Tornando a noi, è arrivato il secondo weekend a Bangkok con la sua Festa Nazionale dei Bambini, National Children’s Day 2018, tenutasi sabato 13 Gennaio. Giornata importantissima in Thailandia in cui clown, ballerini, personaggi dei cartoni animati, palloncini, installazioni, musica, giocolieri, trampolieri, draghi, dinosauri e fate hanno invaso le strade, scuole, ospedali, biblioteche e luoghi pubblici portando allegria, magia e sogno ai nostri piccoli. Bibi è stata rapita da diversi supereroi, ha fatto le corna a Spideman invece che con Spiderman, è salita in braccio a Batman, ha ballato con le ballerine vestite da marinai dello spettacolo dell’ Emquartier e ha guardato fuori e sotto ogni costume per vedere se fossero personaggi veri o se invece ci fosse “un bimbo dentro”, come ha spiegato lei. Il risultato della giornata è stato un sacco di memoria in meno nel cellulare (foto infinite!!), felicità e anche la giusta stanchezza che, senza problemi, ti fa spegnere a letto alle 9 di sera. Ieri invece abbiamo fatto una gita fuori porta. Il progetto iniziale era quello di pranzare a BangSaen, nostro solito villaggio di Pescatori fuori Bangkok (di cui ho scritto spesso) ma fortunatamente abbiamo virato altrove, ritrovandoci prima al Tha Kha Floating Market, a dare un passaggio in macchina ad un monaco anziano e stanco verso un tempio ed infine a pranzare sotto uno dei tetti di paglia del ristorante thai a Samut Sakhon – Na Khok. Dobbiamo andare con ordine. Ieri ci siamo svegliati presto, infondo avevamo dormito un quantitativo di ore rispettabile andando a letto alle 21 così ci siamo preparati subito con l’ idea di fare colazione con i pancakes di Brainwake (sono eccezionali). Poco prima delle 9 eravamo lì, ci siamo andati in macchina nonostante disti 200 mt da casa nostra ma dato che saremmo dovuti andare in gita fuori Bangkok abbiamo pensato che così avremmo risparmiato tempo. E così è stato. Dopo colazione ci siamo messi in macchina direzione Amphawa ma con in mente una tappa diversa, alternativa, ossia il piccolo mercato galleggiante Tha Kha. Questo è un mercato piccolissimo ma 100% tradizionale thai così come gli acquirenti. Questa insolita realtà commerciale si adagia sulle imbarcazioni di legno colorate: è autentica e genuina. Credo che andarci di proposito non ne valga la pena perché è davvero piccolo ma i suoi colori, i suoi prodotti, le persone meritano una sosta se si passa di lì per andare altrove. Il mercato si apre dietro una tenda/ opera d’ arte fatta di fili lunghissimi con noci di cocco infilzate come perline nelle collane, dipinte di bianco esternamente e lasciate naturali all’ interno. Si muovono al vento e producono il rumore sordo ma gentile dei gusci che sbattono tra di loro. Il mercato è coloratissimo e addentrato nelle piantagioni di palme da cocco e non è facile arrivarci. Non è il mercato dei souvenir e dei turisti, è un mercato locale. Abbiamo fatto diverse foto, conversato un pò con i venditori e ci salutavamo dicendo Sawasdee Kha (una panoramica veloce è qui). L’ unica cosa che abbiamo comprato è stato un piccolo gufo di tessuto rosso a pois bianchi, rigorosamente fatto a mano in ricordo di una sosta improvvisata e piacevole. Peccato però che quello stesso gufo sia finito in mare mentre pranzavamo, due ore dopo, perché Bibi lo squassava, lo sbatteva sulla panchina che si affacciava sull’ acqua ed è volato giù, dopo gli scogli e oltre. Salutato il mercato galleggiante, ci siamo immessi sulla strada che ci avrebbe portato al ristorante. Poco dopo, all’ angolo di una strada vediamo un monaco un pò anziano alzare le braccia così Luca ha accostato e tirato giù il finestrino per sentire di cosa avesse bisogno. Peccato che non avessimo avuto modo di conversare in quanto il monaco con i drappi arancioni è salito in macchina intonando parole in thai del tutto incomprensibili ed omettendo l’ unico a noi noto Sawasdee Kha. Qualche secondo dopo ci è parso chiaro che il buon monaco desiderasse solo un passaggio fino al tempio che distava 2 km da dove l’ abbiamo intercettato. Era stanco, era palese. Era una persona a posto, era altrettanto palese. Una volta arrivati a destinazione è sceso e ci ha ringraziati, improvvisandosi persino vigile urbano, facendoci segno di dove svoltare e dove andare. Ah dimenticavo, per i 2 Km che ci hanno accompagnati in questo frammento irrisorio di vita insieme, il bip della cintura di sicurezza non ha mai smezzo di suonare. Stucchevole a tratti, ma il monaco proprio non voleva “legami”. L’ abbiamo lasciato libero di viaggiare cosi, nonostante un divertito Luca avesse provato a dirgli “guarda che devi allacciarti la cintura di sicurezza”. Bibi, seduta nel suo seggiolino di fianco a me mi chiedeva “dove va il monaco?” e lo salutava dal finestrino. Abbi cura di te monaco pellegrino e stanco. Circa mezz’ ora dopo siamo arrivati al ristorante che avevamo pensato al mattino per la nostra gita. L’ avevamo intravisto in occasione della gita da Amphawa a Novembre con Fabio e Laura ma sfortunatamente, a quel tempo, era chiuso. Ieri invece era aperto ed ospitava un pranzo per un gruppo di signori thai che se la sono spassata magnificamente tra buon cibo di pesce, birra, allegria, microfono e karaoke. Avrebbero potuto avere l’ età dei nostri genitori, erano così felici e rilassati che sarebbe stato impossibile non contraccambiare il loro sorriso. Hanno persino rapito Bibi per fare delle foto, liberando risate che non capivamo in risposta ad esclamazioni in thailandesi. In ogni caso mi sembravano anche loro, proprio come il monaco, persone del tutto a posto! Il ristorante – Bannsangdao Kitchen-  (che è anche un piccolo resort dove le camere si trovano dentro casine colorate, tipo palafitte per pescatori link qui) è posizionato sul fiume Ta Chin,c’è la possibilità di accomodarsi all’ interno oppure all’ esterno nelle piccole case con il tetto di paglia, il tavolo e il dondolo di legno ed offre un menù di pesce di tutto rispetto. Abbiamo optato per pranzare fuori, ieri l’ aria non era infuocata, anzi tirava un insolito venticello che ci ha permesso non solo di mangiare, ma anche di goderci il panorama, oziare sul dondolo, conversare e pensare che sarebbe bello organizzare un pranzo lì con tutti i nostri amici ed i loro bimbi. Perché quello che rende l’ esperienza meravigliosa è, per me, la condivisione sincera. Carico ora un video su You Tube che racconta la nostra giornata in pochi secondi (eccolo qui). A breve inizierà un periodo di visite di amici vari da Rimini e non che tra Febbraio e Marzo si alterneranno a casa nostra. Il primo sarà Kuba (Jakub), il mio grande amico polacco ma più riminese di me ormai con cui studiavo all’ università e con cui non ho mai smesso di conversare di libri, di cose serie e cose miserabilmente ridicole da farci ammazzare dalle risate. Non vedo l’ ora! Poi verrà la Catia, per me lei è come una sorella. Siamo cresciute insieme, ci conosciamo da quando siamo nate e festeggeremo il suo 40esimo compleanno qui a Bangkok. Ci sperava tanto e ce l’ ha fatta a convincere il suo capo per prendersi una pausa di 2 settimane. E cogliendo questa grande occasione, visiterà anche il sud per qualche giorno e si riposerà sulle spiagge bianche, così ci staccheremo per un pò, per poi ritrovarci qui, a casa nostra! In ultimo, arriverà il nonno Ermanno (papà di Luca) con ancora Laura e Fabio che si alieneranno dal gruppo per visitare forse il nord, Chiang Mai e poi capitolare anche loro alla bellezza della Thailandia del sud con le sue isole meravigliose. Il nonno fedelissimo rimarrà con noi! Porta delle scarpe comode nonno Manno, fidati! Superstition, Stevie Wonder. Con questa canzone preparo la borsa per incamminarmi verso Soi 39 e da Asoke ci metterò 20/ 25 minuti a piedi. Come sempre, allego qualche foto rappresentativa che nel suo senso organizzativo riepiloga la cronologia degli eventi raccontati.

Sawasdee Kha,

Gy

  1. Foto a casa di amici nel modenese. Sfortunatamente non abbiamo quelle con Sonia, Francesco, Paolo e Rebecca, né uno scatto del pranzo con le mie ex colleghe di Rubiera che penso sempre.

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2. Bibi incontra un Babbo Natale davvero speciale a Spilamberto!

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3. Non è Natale senza Pandoro con tanto zucchero a velo a Spilambero! Però anche i passatelli del nonno Rodolfo non possono mancare a Riccione!

pandoro

4. Compleanno Bibi con amici, zii Max e Anna e nonni Angela e Rodolfo. Ci è mancata tanto la nonna Marcellina

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5. Jet-Lag di notte a Bangkok

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6. Weekend al Tha Kha Floating Market, Samut Sakhon – Na Khok e pranzo al Bannsangdao Resort บ้านแสงดาวรีสอร์ท และครัวบ้านแสงดาว (14 Gennaio 2018). Ah, dimenticavo: il monaco errante che non voleva allacciarsi la cintura!

mercato Tha Kha

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