E SUSSURRA CANZONI TRA LE FOGLIE…

Sawasdee Kha,

in questo momento, martedì 3 aprile 2018, ore 9:00, mi trovo seduta alla scrivania della sala da pranzo mentre suona Sixteen Candles, The Crest (del 1958). I miei genitori erano bambini nel 1958, il mondo era sicuramente diverso e forse solo pochissime persone sapevano dove si trovasse la Thailandia. E chissà com’era Bangkok in quegli anni: il cielo bruciava ugualmente ma la vertigine metropolitana non era nemmeno ipotizzabile, lì dentro una nube edilizia in condensazione continua, 7 giorni su 7. Ho voglia di ascoltare Eppure Soffia, Pierangelo Bertoli.

L’intento bizzarro ed ambizioso di oggi è quello di riepilogare gli ultimi due mesi di silenzio descrittivo. La mia assenza è stata dovuta alle visite di amici e parenti che sono seguite alla partenza di Kuba a metà febbraio. Sono stati due mesi piuttosto intensi, belli che, ancora una volta, hanno rafforzato le mie consapevolezze affettive. Mi sono trovata nuovamente a riflettere sul fatto che la geografia sia un’occasione conoscitiva, culturale, un covo di possibili esperienze di vita e di emozioni, non certo un limite nell’evolversi di esistenze apparentemente separate da ciò che, contrariamente, si può calcolare: i kilometri. Dunque, ancora una volta, l’amore trova la sua spinta motivazionale dentro, indipendentemente dalla quotidianità.
Quando Kuba è andato via ho pianto, lui lo sa: l’ ha saputo subito mentre la scala mobile lo trasportava al gate perché ha visto che lo stavo salutando in un’apnea commossa e piena di gratitudine. Fare un viaggio dall’altra parte del mondo per andare a trovare degli amici è stupendo, ci vuole la voglia però: lui appena ha potuto ha prenotato il suo volo via Dubai. E sono sicura che tornerà se avremo mai la possibilità di prolungare la nostra permanenza a Bangkok.
Ci sono voluti diversi giorni per capire che Kuba non si sarebbe svegliato con noi e che non avrebbe bevuto il caffè con me seduto al tavolo della sala, mentre Bibi mangiava i suoi cereali. E per altrettanti giorni Bibi ha bussato alla porta della sua camera urlando Kubaaaaaa sperando che lui apparisse in un sorriso.
Così il 22 febbraio è arrivato recapitando in Soi 39 la Catia e Massi.
Catia è la mia grande amica da sempre: siamo cresciute insieme, abbiamo attraversato gli anni e le fasi della nostra vita fino ad oggi in connessione costante seppur facendo percorsi differenti, di studio, di passioni, di professioni, continuando a parlare attraverso “la rete” verde che divideva le nostre abitazioni a Rimini.
“Ci vediamo alla rete” è stato per anni il nostro motto per incontrarci in giardino e da lì non abbiamo mai smesso.
E fino a ieri, quando eravamo a Rimini entrambe, ci incontravamo lì. Dentro gli intrecci verdi che delineano il confine delle nostre case ci sono le storie di noi bambine, ragazzine, adolescenti, figlie, donne e mamme. E parlavamo parole vere, il nostro timbro aveva un suono: la nostra vita non passava attraverso i caratteri digitali di un’App. Ci sforziamo molto anche oggi affinché questo perduri, tant’è che quasi quotidianamente ci telefoniamo. Dalla voce si capiscono tante sfumature che la tecnologia non può contemplare per sue note limitazioni sentimentali.
Quando la Catia e Massi sono arrivati a casa nostra io ero ancora a scuola con Bibi, quindi ci hanno aspettate nella sala d’attesa guardando fuori dalle vetrate per vederci arrivare dalla strada. Luca era a Hua Hin per un evento aziendale dove avrebbe dovuto anche fare uno sketch sul palco. L’idea mi metteva allegria, mi sarebbe piaciuto vederlo dal vivo. La Catia ha visto me e Bibi arrivare da lontano e ci è corsa incontro abbracciandoci forte e dicendo “finalmente”. Massi ci ha baciate e si è presentato a Bibi perché l’ultima volta che ci eravamo incontrati lei era solo un sogno di un possibile domani.
E devo dire che è stato amore a prima vista: l’intesa tra i 2 è stata forte da subito così, dopo aver sistemato le valigie, bevuto un caffè, siamo corsi in piscina a fare il bagno che la Catia sognava da mesi. Sfortunatamente la piscina grande al settimo piano era in manutenzione così siamo andati nell’altra torre al trentesimo: più piccola ma con vista mozzafiato su Sukhumvit metropolitana e all’avanguardia con lo Sky Train che sfreccia ogni 5 minuti. Questa è l’istantanea della felicità del 22 febbraio.

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E mentre noi ci spogliavamo per andare in piscina, c’era chi a Hua Hin si vestiva di abiti e costumi particolari!3F634553-518C-4C46-BC60-236247C58518

Massi e la Catia erano veramente felici di essere a Bangkok, facevano continuamente foto e saltavano persino da una stanza all’altra della casa. Quando la gioia è così sincera e genuina tutto diventa facile. I giorni in cui siamo stati insieme prima della loro partenza per Pukhet sono stati bellissimi, allegri e spensierati.
Preeya ci ha aiutati con Bibi accudendola per qualche ora quando siamo andati al Chatuchak Market, cucinando addirittura dei piatti thai per tutti, per la cena che poi abbiamo consumato in piscina al settimo piano con Luca (che nel frattempo era tornato da Hua Hin), nel blu di un sabato sera thailandese, in un’atmosfera di lucciole intorno a noi.
E nelle nostre scorribande metropolitane, a cavallo di scooter taxi che schizzano in mezzo al traffico intenso o sullo Sky Train, così come sui tuc tuc colorati o sulle barche di legno abbiamo attraversato i quartieri ed i canali più belli di Bangkok, visto le facce più pittoresche e rappresentative del sud est asiatico. Mentre tutto questo succedeva, un nuovo legame nasceva: Massi è stato la grande scoperta di questi giorni. Sempre allegro, sempre curioso, sempre giocoso anche con Bibi, sempre cordiale e gentile ha vissuto i suoi giorni con noi con grande naturalezza.
Questo aspetto mi è piaciuto tantissimo perché non è sempre facile stare a casa di chi non si conosce bene.
E con loro siamo tornati anche a BangSaeng, nel nostro amato villaggio di pescatori e scimmie. Esattamente come le volte precedenti, il tavolo che ci è stato riservato era aperto sull’affaccio più bello del villaggio.
Era dentro lo specchio luminoso, vario e coloratissimo della vita dei pescatori.

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Quando la Catia e Massi sono partiti per la loro settimana al sud della Thailandia Luca si è ammalato di una tonsillite piuttosto seria e si è persino rotto un dito del piede.
La mia settimana è stata quindi caratterizzata da un duplice accudimento, Bibi e Luca che però è anche stata un’occasione per stare un pò di tempo insieme (sebbene i primi giorni della tonsillite di Luca l’ abbiano messo veramente a KO).
Siamo stati diverse volte in ospedale in questo arco di tempo. Poi ci sono tornata anche io, domenica 4 marzo per la mia colon.
Ultimamente siamo sempre al Simitevej 🙂 A1FC8457-176A-440B-8E95-0F551145EB0A Dopo circa una settimana di mare, tra le isole di James Bond e Phi Phi Islad sono tornati a casa nostra anche la Catia e Massi, insieme alle loro ustioni e scottature.
Massi sembrava un rettile, povero! Il giorno prima della loro partenza per l’Italia siamo stati insieme e dopo aver accompagnato Bibi all’asilo siamo andati alla Jim Thompson House (link ufficialeLonely Planet). Intanto What the Water Gave Me (Florence+ The Machine).
Dunque, la Jim Thompson House è un complesso di 6 case in stile/legno teak che l’architetto Jim Thompson (1906-1967) e nonché ufficiale dello spionaggio statunitense trasferì a Bangkok facendone la sua dimora per alcuni anni, prima di scomparire misteriosamente in Malesia nel 1967.
La sua storia è molto affascinante, ricca di mistero, ricchezza culturale e di stile che risulta molto evidente visitando la sua casa, affacciata su uno dei Klong (canali) del fiume Chao Phraya.
Jim è stato anche un importante imprenditore che ha rivitalizzato il mercato della seta in Thailandia tra gli anni ’50 e ’60. Dentro le stanze e nel giardino tropicale ci sono pezzi di antiquariato thai meravigliosi e pregiati, molti dei quali provenienti da Ayutthaya, la vecchia capitale del Regno del Siam.
E porcellane ricchissime, lampade ricavate da vecchi tamburi capovolti,  statue di Buddha, vasi meravigliosi e visioni astrologiche hanno impreziosito la nostra visita avvolgendola in un’idea di benessere e mistero. Per scoprirne il valore vi consiglio di guardare questo documentario breve sulla sua vita The Man and The Legend. Ed io e Massi ridevamo come matti dicendo “e bravo Jim”, oppure “Jim alla fine si divertiva come un matto” pensando alle feste che organizzava, ricevendo i suoi ospiti che arrivavano in barca da chissà quale location lussuosa di Bangkok.
Ironia a parte, la casa merita una visita, se non altro per un assaggio di singolarità di una esistenza in anni così diversi e lontani dai nostri, lì, ad un passo dal Siam Paragon, Siam Centre o CentralWorld, centri commerciali del lusso con architetture futuristiche e chic ma a mio avviso terribilmente lontani dai fasti della cultura e del gusto tipici della Jim Thompson House. La sera, prima che Luca portasse la Catia e Massi in aereoporto, siamo andati tutti a cena a TheCommons.
L’ho menzionato diverse volte nei miei articoli, è un bel posto, molto stiloso e con angoli carini dove poter mangiare.
L’ atmosfera che percepivamo era però di sottile amarezza, era quella sensazione che ti dà uno spillo sulla pelle che, seppur leggero, ti ricorda che qualcosa inizia a fare male. E quando ci siamo salutati, sulla porta di casa nostra con le valigie già sul pianerottolo ci siamo abbracciati tutti, stretti e con le lacrime agli occhi.
Catia, non mi dimenticherò mai il tuo viso nascosto dentro il mio abbraccio, sulla spalla e la Bibi che ci girava intorno chiedendo “dove vanno?” e aggiungendo “vado con loro”. Grazie Massi, grazie della tua allegria, grazie dei giochi con Bibi, delle risate matte.
Tieni con te la nostra felicità ed il nostro tempo bello insieme. 6E97D212-C793-4E94-9409-F44FFD8A5CF8Quando la porta si è chiusa ed il campanello dell’ ascensore ha suonato, io e Bibi siamo andate a dormire.
La storia che le ho raccontato quella sera prima di dormire è stata la successione di cose ed emozioni vissute nelle ultime due settimane. E si è addormentata con la promessa che avrebbe abbracciato il nonno da lì a poco.
Nei giorni che hanno preceduto l’ arrivo del nonno abbiamo fatto un sacco di cose insieme: a scuola si festeggiava la settimana dei libri, quindi abbiamo selezionato delle letture da donare all’istituto per il mercatino, abbiamo preparato il costume per la sfilata dei personaggi dei libri (Cappuccetto rosso) ed io sono andata a leggere in classe per i bimbi. Sono stati giorni davvero belli e leggere, interagire e giocare con una classe di bimbi provenienti da diverse parti del mondo è stato molto divertente.
Avevo scelto “Un Libro” di Hervè Tullet e l’ho letto in inglese in modo che tutti potessero capire, improvvisando anche delle domande per loro e dei giochi per coinvolgerli.
E’ stato bello, i bimbi sono stati fantastici.

ACE6647D-D4D7-4943-8BC2-47F6DD0A112FDomenica 11 marzo il nonno Ermanno, insieme alla Laura e Fabio, è arrivato a Bangkok. Promessa mantenuta.
Che bello, eravamo tutti così felici. Il nonno Erman, come lo chiamo io, è una persona fantastica, allegra, profonda, positiva.
E con lui sono arrivate anche 200 cialde del caffè per me, insieme ai Pan di Stelle per Bibi, 2 Kg di grana, aceto balsamico e olio.
Dispensa rifornita! Già 2 settimane prima la Catia e Massi avevano contribuito a portare cibarie varie da Rimini, inclusa la piada! Il nonno Erman è stato con noi 12 giorni, condividendo routine, scoperte, pranzi, cene, scuola di Bibi, visite in ospedale di Luca, visite di amici dall’Italia (di cui scriverò a breve), conoscenze di persone nuove mentre Laura e Fabio sono partiti per un tour della Thailandia, da Chiang Mai a Pukhet.
Erman si è subito ambientato, ha sistemato le sue cose nella camera e si è insinuato nella nostra vita con garbo e rispetto, regalandoci giorni divertenti e bellissimi.
Siamo andati in giro come matti, ogni giorno programmavamo cosa fare il giorno dopo, compatibilmente con gli impegni scolastici di Bibi, con il tempo rovente e le nostre energie. Così l’ho portato in giro a Palazzo Reale (ancora! 3 volta per me!), al Wat Pho (Buddha Sdraiato, link qui), alla Jim Thompson House, sul fiume in barca attraverso i Klong ed il templi, sullo scooter taxi per Bangkok, in tuc tuc a Chinatown ed al Wat Traimit (link), a mangiare thai per strada o nelle food hall, da BrainWake per i miei amati Veggie Spring Rolls (Erman si leccava i baffi, letteralmente!), siamo andati a SeaLife Ocean World a vedere uno degli acquari più grandi dove vivono più di 30.000 creature marine provenienti dalle acque e dagli oceani di tutto il mondo, e poi Chatuchak con Luca, tra le rovine di Ayutthaya e al mercato galleggiante di Amphawa (c’eravamo stati anche a Novembre con Laura e Fabio).
Siamo stati bene insieme, io ed il nonno ridevamo sempre come matti, forti di una complicità singolare, uniti da gusti molto simili, sia per cibo che estetica.
Ed in sella ad uno scooter o stretti sul tuc tuc che sfrecciava vicino a KhaoSan Road (la via più hippy e giovane di Bangkok) ci dicevamo cavolate in dialetto (io riminese -più o meno- e lui modenese), lasciando al frastuono della vita tumultuosa e movimentata della città le nostre risate.
I miei giorni, perché sono stati principalmente i miei giorni con il nonno Ermanno, sono stati davvero belli nel susseguirsi di novità, angoli nuovi e routine consolidate.
Intanto People Help the People, Birdy.

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Anche se da uno solo di questi sorrisi si percepisce un piccolo senso di felicità e pace… sappiate che quella sensazione di benessere era dentro ognuno di noi

Merita una descrizione la nostra serata di lunedì 12 marzo in cui Loretta e Marco, due amici di mia mamma in viaggio in Thailandia, sono venuti a cena da noi.
Li abbiamo aspettati con grande impazienza e nelle settimane che hanno preceduto il loro arrivo, sono stata in contatto costante con Loretta, scambiandoci idee e suggerimenti di viaggio.
Quando lunedì sera sono arrivati e hanno suonato il campanello prima di entrare l’emozione era fortissima.
Era, da un lato, come se mia madre fosse venuta a trovarmi perché sapevo che lei, Loretta, le avrebbe riportato esattamente, minuto per minuto, il tempo insieme, così come i racconti della casa, della città e delle persone.
Quella sera avevo chiesto a Preeya di prepararci una cena 100% thai.
Dall’ultima volta che ho scritto sul blog ho avuto modo di conoscere meglio Preeya (aveva iniziato proprio con l’arrivo di Kuba) e una delle cose più belle ed incredibili che sa fare è cucinare. E’ appassionata ed energica in cucina, il risultato è sempre incredibile. Credetemi.
La cena che ha preparato per noi è stata sublime, Fried Rice con pollo, Fried Rice con verdure, Papaya Salad, Carne e spezie, Omelette thai, Mimosa e molto altro ancora… tanto cibo thai dal sapore autentico e con ingredienti selezionati da lei.
E’ stato bello coinvolgerla, fare le foto tutti insieme, Loretta e Marco si sono immediatamente integrati e abbiamo passato delle ore bellissime (facendo anche le “foto gadget”, come le chiamo io).
E Preeya, nella sua delicatezza thai, nel suo rispettoso entusiasmo e grande apertura ci ha regalato una serata indimenticabile.
Dall’Italia, ancora una volta, sono arrivati Pan di Stelle, un uovo di Pasqua, un quadro bellissimo della Lory, un olio su tela in ricordo della nostra Rimini, “Grand Hotel Stellato”, occhiali gadget con cui poi abbiamo fatto le foto.
C’era anche un regalo della mia amica Annalisa, un simbolo di amicizia da portare sempre con me.
Ed in tutto questo scartare regali si è insediata la nostalgia.
Casa è dove il cuore ha ragione di esistere.
Anche dentro una sorpresa che arriva da quel lontano che per te, fino a poco fa, era la geografia del tutto.FAABCA25-AE18-4681-B582-82D6A2A6B1D9

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Guardo spesso questo quadro, rivolgo le riflessioni di un attimo a Rimini e a casa, laddove essa sia: all’improvviso appaiono i volti delle persone che amo di più.
E mi capita altrettanto spesso di pensare a quanto sarebbe bello se anche altri amici potessero venire qui, mia mamma, mio papà, la nonna Marcellina (non potrebbe farcela, certo lo so!).
Sono sicura che ad ognuno di loro, nessuno escluso, piacerebbe stare qualche giorno a Bangkok, dove il sorriso è l’ inclinazione naturale della gente.

Dopo la visita del nonno e la sua derivante nostalgia Bibi ha passato una settimana bellissima a scuola: festa internazionale.
Tutti i bimbi hanno rappresentato il loro Paese d’origine, vestendosi dei colori delle loro bandiere, parlando del loro piatto preferito, per chiudere le varie celebrazioni con una performance speciale.
Ogni classe ha rappresentato un Paese, quella di Bibi era l’ India e tutti i bimbi hanno ballato sulle note di Jai Ho, dal film The Slumdog Millionaire (Jai Ho), vestiti in abito tradizionale. STUPENDI!!!!

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Queste nostre ore thailandesi continuano, si evolvono e si arricchiscono.
Per ognuno di noi!
E non sono più una manciata di esperienze, iniziano a diventare vita, dove un profondo senso di fiducia ha gettato un’ancora dentro di me.

Sawasdee Kha,

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E l’acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi uccelli che volano a stento malati di morte il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte un’isola intera ha trovato nel mare una tomba il falso progresso ha voluto provare una bomba poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita invece le porta la morte perché è radioattiva Eppure il vento soffia ancora spruzza l’acqua alle navi sulla prora e sussurra canzoni tra le foglie bacia i fiori li bacia e non li coglie Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale ha dato il suo putrido segno all’istinto bestiale ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario e presto la chiave nascosta di nuovi segreti così copriranno di fango persino i pianeti vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli i crimini contro la vita li chiamano errori Eppure il vento soffia ancora spruzza l’acqua alle navi sulla prora e sussurra canzoni tra le foglie bacia i fiori li bacia e non li coglie eppure sfiora le campagne accarezza sui fianchi le montagne e scompiglia le donne fra i capelli corre a gara in volo con gli uccelli Eppure il vento soffia ancora!!! (Eppure Soffia, Pierangelo Bertoli 1976)

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